I Tuk Tuk in Thailandia

Una delle domande che più spesso ci siamo fatti prima di partire per il nostro viaggio in Thailandia, riguarda i trasporti: “Come arriveremo al nostro hotel? Chi puó portarci a fare le escursioni? Con quale mezzo potremo arrivare in centro per fare shopping?”.
Se queste sono alcuni dei dubbi che avete anche voi, la risposta a tutti è “Benvenuti  in Thailandia! Qui è facilissimo spostarsi da un punto all’altro”.

Ecco qui un tuk tuk, simpatico, no?

Ecco qui un tuk tuk, simpatico, no?

Il nostro consiglio è comunque di affidarvi ad un valido consulente che conosca bene le distanze, i costi… E che organizzi al meglio la vostra vacanza. È tutto tempo guadagnato, credetemi. Facendo da soli risparmiereste un po’ ma non è così semplice capire di quali mezzi fidarsi e quali invece è meglio tralasciare, ci vuole un po’ per adattarsi alla mentalitá della contrattazione anche per gli spostamenti in taxi, e quindi almeno le prime volte potreste accorgervi di avere pagato molto di più di quanto era giusto. È vero che qui si tratta magari di pochi euro in più (pochi baht) ma 3 euro oggi e 3 domani… E soprattutto il tempo impiegato per trovare la fermata dei taxi, dei pullman…. Alla fine forse non vale la candela.

Il Tuk Tuk del nostro albergo a Krabi

Il Tuk Tuk del nostro albergo a Krabi

Se invece, nei giorni liberi del tour che state facendo voleste muovervi autonomamente per visitare Bangkok o Chiang Mai, da chi andreste?
Il mezzo di trasporto più utilizzato in Thailandia (e più folcloristico) è il tuk tuk.
Molti paesi utilizzano l’equivalente di questo…. motorino… taxi…. Ape…. Difficile trovare una definizione. Diciamo che si tratta dell’equivalente dei taxi italiani, però molto meno caro e molto più scomodo… Ma certamente uno dei più validi per muoversi in cittá, anche per distanze considerevoli. Noi lo abbiamo utilizzato anche per un’ora di fila, a parte le vibrazioni, l’aria sulla faccia e a volte le nostre valigie un po’ precarie, devo dire che è divertente e scattante. Se poi fate amicizia con il conducente e gli assicurate di stare con lui qualche ora, magari per visitare più zone, avrete trovato un validissimo alleato che vidarà utilissime informazioni sui templi, sulle festività locali, i mercati più forniti. Spesso, ma qui dipende molto dalla fortuna, sanno bene l’inglese (proprio per attirare i clienti), quindi vi sentirete uno pochino… protetti. Non hanno tassametro, si basa tutto sulla vostra capacità di contrattazione. Ma contrattate prima della corsa, mi raccomando… Altrimenti ci potrebbero essere malcontenti e discussioni inutili una volta terminato il servizio. Il nostro consiglio è di farvi un’idea della distanza da percorrere e delle tariffe proposte prima di accettare il primo passaggio che vi propongono. Chiedete magari alla vostra guida di indicarvi il prezzo massimo che sarebbe giusto pagare… Dal quel punto in poi sta a voi, alla vostra simpatia e al vostro sorriso. Di solito, ad esempio, quando ha contrattato Valeria spesso la tariffa è stata migliore… Dato che i conducenti sono quasi tutti maschi. Certo, se come è capitato a noi, vi trovate sotto la pioggia a 2 km dal vostro hotel e chiedete un passaggio ad un tuk tuk, non aspettatevi di poterlo contrattare troppo…. Vi lascerebbe senza nessun rimorso di coscienza sotto la pioggia…

Il nostro amico di Sukhothai in sella al suo Tuk Tuk

Il nostro amico di Sukhothai in sella al suo Tuk Tuk

Prima di discutere animatamente sulle tariffe con l’autista, capite per quanti baht state contrattando. Meglio ritrovarvi alla guida una persona simpatica e sorridente, piuttosto che avere 1 euro in più in tasca…. Anche a noi è capitato di contrattare fino allo stremo delle forze e solo dopo capire che era solo per pochi euro… Non ne vale molto la pena.
La velocità del tuk tuk sará quasi sempre la massima possibile che permette la loro precaria soliditá, ma vi sentirete comunque al sicuro. L’autista è abituato a sfrecciare nel traffico della sua città e conosce certamente tutti i vicoli e le scorciatoie… Ogni tanto vi dirà qualche parola in inglese o vi gurderà dallo specchietto sorridendovi e tanto basterà a rassicurarvi.
A noi non è mai capitato di doverne cercare uno… Soprattutto in città, mentre passeggiate, si accosteranno a voi  e vi chiederanno dove volete andare… Sta a voi capire dove siete, se potete andare a piedi o se è meglio affidarvi a loro. Non avrete comunque difficoltà nemmeno a riconoscerli. L’aspetto del mezzo è inequivocabile, anche se ogni località dove siamo stati ha assunto qualche caratteristica propria della zona. Quelli più particolari li abbiamo trovati ad Ayuthaya

I Tuk Tuk di Ayuthaya

I Tuk Tuk di Ayuthaya

Hanno la parte anteriore che somiglia alla maschera di Darth Vader di guerre stellari… E sono coloratissimi. Sulle cartoline ricordo e sulle magliette si trovano spessissimo. Sono uno dei simboli del folcklore Thailandese e sono sicuro che ritorneranno spesso nei vostri ricordi e nelle chiacchierate con i vostri amici, quando racconterete di questa terra così colorata, simpatica e in perenne movimento… proprio come un tuk tuk.

 

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Emilio Zanetti e Valeria Silvestrini

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