Minorca ci ha stupito!

Non che io abbia viaggiato poi così tanto, Valeria sicuramente di più, ma quando ci siamo confrontati su dove potevamo sfuggire al tran tran quotidiano, al lavoro e soprattutto al nostro cervello perennemente in movimento, il mio primo pensiero è stato “Cerchiamo un posto il più lontano possibile”. Da cosa? Da tutto.
Certo, anche noi (come credo tutti i vacanzieri italiani) siamo subito attirati dall’esotico… ci sembra che il mare più bello e la vacanza più bella si possa fare solamente lontano, il più lontano possibile.
“E Minorca ?” ha suggerito Valeria…  “Beh Minorca è un po’ troppo… vicina, no?”
Ed è stato così che il 29 luglio siamo partiti per Minorca.

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Volo Air Italy, partenza da Malpensa, villaggio all Inclusive Carema Playa.
“Ma non sarà un po’ barboso trascorrere l’unica settimana di vacanza che abbiamo chiusi in villaggio?” ho chiesto io, titubante (e la parola barboso nella mia testa si modificava via via in rilassante… spensierato…………. catatonico…).
“Ma… la macchina… noleggio… calette da visitare….”. Valeria è stata convincente come al solito.

Soffermiamoci poco sull’aspetto villaggio. Tutte le caratteristiche le trovate qui:

http://isolebaleari.orizzonteviaggi.com/it_IT/tab/1100_carema-playa-3-stelle.html?singlesignon=-R3vmiyC6AEmJc11jdS3MiTfNi9PIGNhLiD-ViFE6To,

E credo sia facile farvi un’idea da soli…
Approfondiamo invece l’aspetto mare e spiagge a Minorca, che è di sicuro quello che più vi interessa.
E’ il primo giorno, che si fa? Beh, si prova sicuramente la piscina, ma soprattutto si va a vedere la spiaggia.
Molti di voi sapranno che a Minorca le spiagge sono fondamentalmente di due tipi: sabbia rosso fuoco (e quando dico fuoco dico proprio fuoco) e mare turchese al nord e sabbia bianca e mare trasparente al sud.
Se non sapete nemmeno questo, date un’occhiata qui:

http://isolebaleari.orizzonteviaggi.com/it_IT/info/989_minorca.html

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Essendo il primo giorno (il giorno 0 a Minorca, per dirla in termini un po’ fantascientifici), ci concediamo un po’ di relax a Cala Tirant, la cala che si trova proprio davanti al Villaggio. Siamo sulla costa nord, la sabbia rosso – marrone è a grana normalmente più grossa di quella bianca, attraversiamo una piccola caletta (proprio piccola e non particolarmente attraente) e ci ritroviamo sulla spiaggia vera e propria.
Devo dire, la prima impressione non è straordinaria: non proprio davanti al villaggio, no sabbia bianca, mare… medio. In realtà, tornando a visitarla gli ultimi giorni abbiamo apprezzato di più ognuno di questi aspetti: dal villaggio a piedi sono non più di 4 minuti, probabilmente avevamo scelto proprio il giorno sbagliato per andare, perché a parte il primo giorno il mare è stato molto più bello. Cosa che io non credevo possibile, in generale ho apprezzato maggiormente le spiagge rosse rispetto a quelle bianche. E Cala Tirant non fa differenza. Ecco perché, come da titolo, Minorcaci ha stupiti.
Oltre a questo, il panorama è davvero particolare. Non è solo questa cala, Minorca ha numerose aree riconosciute come riserve naturali, alcune anche piuttosto lontane da costruzioni residenziali o turistiche. Ci si trova quindi immersi nella natura, e una natura piuttosto selvaggia, che spazia da pinete, a zone cespugliose, a zone totalmente brulle.
Il nostro consiglio è comunque quello di visitare Minorca noleggiando un’auto. Noi abbiamo tenuto la nostra per tre giorni e siamo riusciti a vedere moltissimo… non tutto ma moltissimo si.
E ci è andata anche bene. Come macchina, dico. Come saprete il prezzo dell’autonoleggio varia in base alla tipologia di vettura, una Panda o una 500 va più che bene (ed è quella che costa meno).
“Al momento l’unica disponibile è questa… ovviamente vi facciamo lo stesso prezzo di una Panda”. E ci siamo ritrovati a guidare una Megane Scenic seminuova. Non che facesse una gran differenza per quello che ci abbiamo fatto, ma fa comunque piacere, e la macchina è diventato il terzo compagno di viaggio. Valeria ci parlava pure….ma del resto lei parla sempre….
Ecco, quello che vi possiamo consigliare è di stare calmi, mentre guidate. E’ normale che vi sembri di precipitare in un burrone da un momento all’altro, è normale che ogni volta che incrociate una macchina nel senso opposto, dobbiate fare pari e dispari per passare, ed è normale che se arrivate alle varie calette dopo le 9.30, dobbiate sudare (ancora più del normale) per trovare parcheggio. Vi assicuriamo che ne vale la pena.

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Certo, potete anche decidere di rimanere sempre al villaggio, in piscina o , ben che vada, nella spiaggia dedicata al vostro villaggio….. ma è tutta un’altra vacanza.
Giorno 1, spiagge del nord.
Le mia preferite. In assoluto. Tra tutte. La mia vacanza a Minorca avrebbe potuto essere solo queste spiagge, e sarebbe andata benissimo così.
Non facilissime da raggiungere ma con un panorama fantastico. Il sentiero (di sabbia rossa, ovviamente essendo nel nord) ci fa passare prima da Cala Mica, poi da Platja de Binimel-là e finalmente Cala Pregonda.
In tutto una mezz’oretta di cammino, durante la quale incontriamo diversi cavalli che trasportano altrettanti cavalieri ansiosi come noi di vedere le spiagge circondate dalla natura.
Cala Mica è proprio di passaggio. L’acqua è sempre bella, la spiaggetta di ghiaia nero – grigia. Forse non è la spiaggia tipica che piace agli italiani, ma un pensierino ce lo farei. Al nostro ritorno, in molti si sono fermati lì.
A Binimel-là non c’è nessuno. La traccia umana è solo quella dei piccoli…. tempietti di sassi lasciati dai passanti. Non saprei come altro definirli, ma sono tanti e ricoprono tutta l’area. Un po’ per ricordo del passaggio, un po’ forse per celebrare la bellezza del luogo, la sua serenità… in ogni caso ci hanno subito richiamato alla mente il nostro Cammino di Santiago.
Ed ecco che, tra una collina e l’altra appare Cala Pregonda. E’ una delle cale più conosciute. Un mare favoloso!!
Per vedere qualche foto (e vi assicuro che ne vale la pena), venite a trovarci su facebook e vedetevi l’album Minorca:

http://www.facebook.com/orizzonteviaggi

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Il pomeriggio visitiamo Cap de Cavalleria e il suo faro e soprattutto Pladges de Cavalleria. E’ qui che ho trovato la mia cala preferita. Come Cala Pregonda, essendo molto conosciuta è abbastanza gettonata, le persone ci sono ma c’è anche tutto lo spazio necessario per rilassarsi, prendere il sole e volendo…. fare i fanghi. Si, perché questa terra, così rossa, pare faccia molto bene alla pelle. A fianco della estesissima spiaggia, vicino agli scogli, si vedono i bagnanti fare buchi per terra per raccogliere il fango rosso per poi ricoprirsi. All’inizio ci sembravano persone abbronzatissime…. Poi abbiamo capito… un po’ tardi ma ci siamo arrivati.
Cala Morell è a nord ovest, un breve passaggio in macchina. Difficilissimo trovare parcheggio, caletta piccola e solo piattaforme artificiali… mare bello… ma perché fermarsi li? Vicino c’è Pladges D’Algaiarens che anche se è a nord, ha sabbia bianca e mare trasparente. Una eccezione che conferma la regola.
Dal mio punto di vista, nessuna delle due merita una lunga fermata. Il tempo di fare un bagnetto (mai fatti così tanti come in questa settimana), riprendere la nostra Scenic e ritornare al villaggio per la cena. Del resto, con il braccialetto dell’all inclusive, mi sentivo un po’ come Gollum con l’Anello…. Una bella sensazione (per una settimana, poi mi stufo).

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Un’idea della costa nord ce la siamo fatta. Ora vediamo se le calette di sabbia bianca del sud di Minorca se la cavano bene.
Tutti, ma proprio tutti, ci consigliano di visitare le spiagge Vergini. Si chiamano così perché la zona in cui si trovano è protetta, quindi non ci sono costruzioni vicino. Sono praticamente delle riserve naturali.
Ci mettiamo in viaggio per Cala En Turqueta, sud ovest di Minorca.
Qui i parcheggi (lontani circa 15 minuti a piedi dalla cala) sono organizzati e sorvegliati in modo da regolare l’afflusso dei visitatori (che sono taaaaaaaaaaaanti). Gli addetti sono parecchi, li vediamo ad ogni bivio salendo per la stradicciola che ci porta al parcheggio. Si comunicano l’un l’altro se i parcheggi sono pieni e, in quel caso, ti fanno deviare alle spiaggette vicine. L’impressione è che abbiano il compito di far arrivare alle cale più protette meno gente possibile. E hanno assolutamente ragione.

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Il tempo di farci riprendere da uno di loro per non avere seguito i suoi ordini di parcheggio, e ci incamminiamo verso Cala En Turqueta. Sia questa cala che le calette di Macarella e Macarelleta, sono assolutamente da vedere. Immerse nella natura, tra le pinete, solo le colline attorno. I sentieri che vanno dall’una all’altra mi ricordano molto la riserva protetta dello Zingaro in Sicilia. Sentierini afosi, tra le rocce e i cespugli, e ogni tanto un punto panoramico. Insomma. Sicuramente il bello è la spiaggia… ma anche il percorso tra l’una e l’altra ha il  suo perché.
Ci fermiamo a Cala Macarella per mangiare un gelato e una coca cola nell’unico bar esistente per chilometri. Qui effettivamente fa piacere trovare una struttura che ti faccia un attimo ‘tirare il fiato’, comunque non è per nulla invasiva.
Il tragitto più lungo lo affrontiamo tra cala Macarella e Cala Galdana Sono una ventina di minuti sotto il sole. Ogni tanto si incontra qualcuno che ti chiede speranzoso quanto manca alla caletta da cui arrivi tu, e tu gli fai la stessa domanda sperando di essere quasi arrivato. Stranamente a noi mancavano sempre 15 – 20 minuti… mah. Comunque siamo arrivati a destinazione sani e salvi, e con tanta voglia di fare un bagno.
Cala Galdana ci ha un po’ deluso, non tanto per la spiaggia o il mare, ma per il gigantesco e orribile hotel costruito quasi sulla sabbia che interrompe la visione delle colline attorno. Peccato. Comunque una caletta comoda da raggiungere anche in macchina (dalla parte opposta a quella che abbiamo seguito noi con il sentierino) e ideale per le famiglie perché è vicina al centro abitato.
Se siete arrivati fino a qui a piedi da cala Macarella e sperate come noi che in qualche modo si possa ritornare alla macchina dalla strada asfaltata… meglio che non ci pensate, gambe in spalla e in una mezz’ora circa di passeggiata, sarete di nuovo ai parcheggi che, dimenticavo, sono tutti gratuiti.
A questo proposito, ci sono dei parcheggi a pagamento spesso vicino alle varie calette. E se chiedete al gestore vi dirà “Si, il parcheggio gratuito c’è ma è lontano un….. diciamo…. 35 minuti dalla spiaggia….”. Il più delle volte questi 35 minuti si riducono a 10, quindi fate voi….
Il pomeriggio lo abbiamo trascorso a Ciutadella, l’ex capitale (che ora è Maò, per la presenza del porto).
Arrivare a Ciutadella è molto semplice. In effetti è quasi impossibile perdersi a Minorca. Se avete in mano una cartina (che trovate in hotel, negli autonoleggi, agli uffici informazione… insomma dappertutto) vedrete che le strade sono veramente poche. La strada principale, che è una sola, va da Maò a Ciutadella. E’ praticamente una superstrada. Da questa partono varie strade secondarie, fino ad arrivare ai sentieri per raggiungere le calette. Insomma, non ci si perde. Nemmeno se avessi guidato io (e ha guidato sempre Valeria).
Ciutadella, come Maò e molto caratteristica. A parte ovviamente i vari palazzi e chiese, avrete davanti un tipico paese mediterraneo: case bianche e basse. Sia i piccoli hotel che le case private sono costruiti in questo modo, e devo dire che l’architettura è molto simpatica. Ogni tanto mi sembrava di essere in Grecia.
Anche in altre zone di Minorca, ad esempio a Binibequer Vell (sud est) abbiamo apprezzato molto le villette bianche (bianche anche le tegole!!) con piscinetta e veranda. Ce ne siamo ripromessi una per la prossima volta….
Vi consiglio di visitarne almeno una delle due città. Se non altro per fare un po’ di sano shopping vacanziero. E che si compra di tipico a Minorca? Beh, noi abbiamo comprato le Avarques…. sono delle calzature davvero originali che venivano fatte semplicemente con due strisce di pelle e la suola ricavata da un vecchio pneumatico. Ora sono coloratissime e molto più commerciali ma hanno mantenuto comunque il loro fascino. Compratele (e mettetele un po’ per farle adattare al piede, all’inizio non sono proprio comodissime).
Se volete vedere qualche foto delle avarques, andate sempre a vedere la nostra pagina facebook e la cartella foto Minorca:

http://www.facebook.com/orizzonteviaggi

Ci avanza ancora un po’ di peso per il bagaglio da imbarcare al ritorno in Italia. Compriamo una piccola forma di formaggio tipico e una Ensaimada. E’ un dolce. Provatelo.
Eccoci arrivati all’ ultimo giorno a Minorca. Andiamo ancora nella zona sud est, quella di Binibequer Vell per intenderci. Soprattutto per dare un’occhiata ad un paio di calette che ci ha consigliato la responsabile del noleggio auto: Binidalì e Binibequer. Entrambe molto carine e moooolto piccole.

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Danno l’impressione di essere poco conosciute e sono quasi totalmente frequentate dai residenti (o vacanzieri) che abitano vicinissimo.
Binisanfuller (la cui pronuncia ci è tuttora ignota, ma a me sembra più una parola tedesca che spagnola) è proprio attorniata da casette bianche basse e carine, siamo passati nei sentierini tra una e l’altra e ci siamo sentiti un po’ osservati dai padroni di casa che facevano colazione in veranda. Un percorso un po’ inutile (anche se molto folcloristico) visto che ci siamo accorti che la caletta è attaccata al parcheggio e che abbiamo allungato il tragitto. Ma bene così, del resto siamo in vacanza.
Binidalì è altrettanto piccola. Ci siamo ritrovati a guardarla dall’alto perché, vicino, c’è un belvedere con davanti il mare e alle spalle la vista sulla caletta. Davanti a noi c’è parcheggiato anche un camper tedesco…. Più che camper un Westfalia blu molto sessantottino. Mi sono immaginato a dormire lì, in mezzo al nulla, di notte, proprio sul mare. Fin troppo sul mare, forse lo avrei parcheggiato un po’ più all’interno…
A Minorca le calette non finiscono mai. Vicino a queste due ne scopriamo una che non è menzionata sulla nostra cartina: Calò Blanc. Ovviamente è la più bella di questa zona. Fermatevi qui assolutamente. E’ vicina al parcheggio, non c’è molta gente perché non è così ‘in’ come altre, ci saranno si e no 10 metri quadrati di sabbia bianca circondata dagli scogli. L’acqua trasparente è subito abbastanza profonda, così finalmente ci facciamo una nuotata.
Ce ne andiamo velocemente ma ce la ricorderemo per molto tempo.
Altre cale molto più famose, le troviamo meno attraenti. Ad esempio Cala en Porter, con acqua calda e bassa ma sabbia grigiastra. Soprattutto è proprio davanti al porto e nuotare vicino alle barchette parcheggiate… non mi attira molto.
Un capitolo a parte merita di sicuro la zona di Cap de Favaritx. Si trova a nord est, conosciuto anche per il suo faro. E visto che Valeria da giorni ripete “Voglio vedere il faro…. Voglio vedere il faro…. Voglio vedere il faro….” Saltiamo prontamente in macchina e ci andiamo.
Arrivare non è semplice. Le strade sono molto strette e il traffico parecchio, anche perché sul percorso ci sono alcune calette molto conosciute, come cala Tortuga (difficilissimo parcheggiare, proseguiamo oltre).
Man mano che ci avviciniamo, ci sembra di arrivare a Lanzarote…. o quasi.
Il panorama è lunare, rocce di pietra lavagna nere si stagliano all’orizzonte assieme a quelle più rosse.

Vedetevi il video su facebook:

http://www.facebook.com/orizzonteviaggi

Valeva davvero la pena venire qui. Un luogo silenzioso e particolare.

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Visto che uno dei desideri di Valeria, appena gli animatori del villaggio hanno nominato il posto, è andare alla Cova des Xoroi, come non esaudirla? E visto che una delle parole che nomina più spesso in questi ultimi due giorni è “Aperitivo…”, ci prepariamo all’evento.
La Cova des Xoroi è a sud di Minorca, vicino alla famosa Cala en Porter (acqua stranamente verde, non ci fa molta voglia di fermarci). E’ un pub – discoteca ricavato in una grotta, a picco sul mare. Caratteristico. Panorama (!!!)… tramonto… cocktail e soprattutto la struttura della grotta in sé. La definirei una esperienza ‘Artistica’ per come è stata arredata e illuminata la grotta.
Il costo dell’entrata varia a seconda della fascia oraria in cui andate. Ovviamente se volete scatenarvi in una serata dissoluta tra balli e nuove conoscenze, più tardi andate meglio è. Noi,  morigerati e con spirito da vacanza, siamo andati alle 19, ma se non seguite le nostre orme, vi capiremo.
Bene, mi sono dilungato anche troppo… è che non sono abituato a scrivere…. In realtà mi piace molto, e quando mi ci metto, cerco di descrivere il più possibile. Ma tiriamo le somme: Minorca è facilmente raggiungibile, poco più di un’ora di aereo. Se ci andate per stare tranquilli e indisturbati in un villaggio all inclusive senza mai spostarvi da quella spiaggia, cambiate destinazione. Le spiagge più belle sono da raggiungere. Non è nemmeno molto impegnativo arrivarci, ma vi serve un’auto. In 3 o 4 giorni riuscite a vedere tutte le calette più caratteristiche, ma se la tenete più giorni, meglio, così potete anche tornare in quelle che preferite.
Se come noi volete una vacanza che non sia solo mangiare e andare in piscina, allora è l’isola che fa per voi. Oltre ad essere comoda da raggiungere, a Minorca non avete la scomodità di cambi di moneta (siamo in Spagna e la moneta è l’euro). Se parlate solo italiano, non preoccupatevi: vi capiranno tutti, anche in un hotel spagnolo e comunque in qualsiasi ristorante e negozio.

Il nostro villaggio:

http://isolebaleari.orizzonteviaggi.com/it_IT/tab/1100_carema-playa-3-stelle.html?singlesignon=-R3vmiyC6AEmJc11jdS3MiTfNi9PIGNhLiD-ViFE6To,

è situato in ottima posizione, ma ve ne possiamo consigliare  molti altri anche con spiagge più belle.
In generale, mi ripeto, Minorca mi ha stupito…. Sia per il mare che per i panorami, e anche per il prezzo che (se siete un minimo oculati) è più che abbordabile.

Vi lascio comunque i nostri contatti qui di seguito, così sono comodi, fateci qualunque domanda.

Anche se siamo una agenzia di viaggi, siamo anche appassionati di viaggi. Quindi anche se non siete interessati ad un viaggio che proponiamo ma volete solo scambiare quattro chiacchere sulla destinazione o avere un consiglio disinteressato, ci trovate sempre.

Fatevi sentire!!!

Emilio & Valeria

 

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Emilio Zanetti e Valeria Silvestrini

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